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LA STORIA


L'erba sintetica nasce negli anni '60 negli Stati Uniti, dando il via alla storia di un prodotto in continua evoluzione, dagli standard tecnici ed estetici in continuo miglioramento, che avvicinano passo dopo passo, i campi in manto artificiale sempre più a quell'ideale che ha ispirato i primi tentativi di sostituirli alle zone di gioco in erba naturale per ottenere una totale disponibilità di utilizzo, in ogni contesto e condizione atmosferica, una sostanziale riduzione dei costi di manutenzione ed elevati requisiti di sicurezza per i giocatori.

La prima installazione di erba sintetica risale al 1966 negli Stati Uniti e per la precisione all'interno dello stadio Astrodome di Houston, Texas. L'Astrodome fu costruito all'interno di una struttura dotata di cupola per poter risolvere il problema dell'elevata temperatura e quello degli sciami di insetti che proliferavano nella zona. L'erba sintetica a pelo corto che venne installata sembrò l'ideale visto che la cupola impediva ad un manto in erba naturale di poter ricevere il quantitativo necessario di luce solare. Naturalmente i limiti di queste prime installazioni erano ancora tanti.

Per vedere migliorie tecniche sufficienti per poter parlare di una "seconda generazione" bisognerà aspettare la fine degli anni '70 e i primi anni '80 con il boom del prodotto nel mondo dell'hockey grazie alla possibilità di avere una superficie particolarmente piana che consentiva uno scorrimento della palla ottimale. Il prodotto, però, non si dimostrò altrettanto performante per quel che riguarda altri sport come il calcio ed in seguito il calcetto, siccome la sabbia che costituiva l’intaso stabilizzante, dalla doppia funzione di mantenere il manto aderente al suolo ed aiutare le fibre a rimanere dritte, risultò essere particolarmente abrasiva al contatto con la pelle provocando le famose "bruciature" da sintetico.

La naturale conseguenza furono allora la necessaria ricerca di soluzioni alternative ed intensi studi di ricerca e sviluppo, culminati nella seconda metà degli anni '90, con la nascita della "terza generazione". Questo genere di prodotto, caratterizzato da una lunghezza maggiore di 40 mm e dall'utilizzo di fibre estruse singolarmente, viene prodotto inizialmente in polipropilene e poi in gran parte sostituito da polietilene, maggiormente morbido in caso di contatto con la pelle dei giocatori. In seguito ad un ulteriore sviluppo, la lunghezza delle fibre è aumentata ancora, raggiungendo i 60 mm ed alla sabbia viene abbinato, nel caso dei manti per calcio e rugby, un secondo strato di intaso costituito da granuli di gomma, che viene definito prestazionale in quanto aumenta notevolmente l’assorbimento degli shock e aiuta il pelo dell'erba a rimanere sempre dritto.

I miglioramenti costanti del prodotto erba sintetica e degli studi dei sottostrati componenti le superfici di posa dei campi, uniti a costi ed opere di manutenzione necessarie estremamente limitati ed a una disponibilità di utilizzo pressochè costante, hanno portato gli organismi sportivi nazionali ed internazionali, FIFA (Fédération Internationale de Football Association), IRB (International Rugby Board), LND (Lega Nazionale Dilettanti) a sviluppare sistemi di certificazione ed omologa che consentano di poter disputare competizioni ufficiali su manti in erba sintetica conformi a rigidi parametri tecnico/prestazionali.

In seguito al successo del prodotto in ambito sportivo, l'erba sintetica ha conquistato consensi sempre maggiori anche nel campo decorativo e paesaggistico, per l'allestimento di giardini, terrazze, bordi di piscine, rotatorie stradali, verande di bar e ristoranti, parchi gioco. Tale diffusione di utilizzo è giustificata da una sempre crescente somiglianza dei prodotti in comparazione con l'aspetto e la sensazione tattile caratteristici dell’erba naturale. Tutto ciò è stato possibile grazie all'introduzione dell'utilizzo di filati sempre più morbidi e resistenti e, al tempo stesso, meno abrasivi, e da produttori che hanno deciso di investire nella ricerca di materiali che consentano di elevare i livelli di comfort che è possibile garantire ai clienti che abbracciano questo tipo di soluzione.